Amministrazione digitale

Il Codice dell'Amministrazione Digitale, emanato con decreto legislativo del 7 marzo 2005, n.82 a seguito dela delega al Governo contenuta all'articolo 10 della legge 29 luglio 2003, n.229 (Legge di semplificazione 2001), è entrato in vigore dal 1° gennaio 2006.

Il Codice rende obbligatoria l'innovazione nella Pubblica Amministrazione in modo forte ed esplicito: da una parte offrendo ai cittadini il diritto di interagire sempre, dovunque e verso qualsiasi amministrazione attraverso Internet, posta elettronica, reti; dall'altra stabilendo che tutte le amministrazioni devono organizzarsi in modo da rendere sempre e comunque disponibili tutte le informazioni in modalità digitale.

Il Nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), approvato in via definitiva nel Consiglio dei Ministri del 22 dicembre, definisce il quadro di regole che governano il funzionamento della PA del futuro, digitalizzata, efficiente e più produttiva, in cui la carta è solo un ricordo del passato. La riforma nasce dalla convinzione che la digitalizzazione dell’azione amministrativa sia una vera e propria funzione di governo, imperniata sui
principi di effettività e risparmio, e che realizza i maggiori benefici nei settori sanità e giustizia.
 In coerenza con il Piano e‐Gov 2012, l’orizzonte temporale dell’intervento è il 2012. Nel giro di 18 mesi, attraverso computer e Internet, famiglie e imprese potranno colloquiare con tutte le amministrazioni locali e centrali.
Il nuovo CAD e la riforma della PA sono le leve fondamentali per aumentare l’efficienza e la produttività della PA.
Questo decreto legislativo segna il passaggio:dall’amministrazione novecentesca fatta di carta e timbri, all’amministrazione del XXI secolo digitalizzata e sburocratizzata
Sul provvedimento sono stati acquisiti i pareri del Garante per la protezione dei dati personali, della Conferenza Unificata, del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti.

Il Codice dà attuazione alla riorganizzazione della macchina pubblica e alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, introducendo nuovi diritti per i cittadini e le imprese e definendo il quadro giuridico che ne garantisce l'effettivo godimento:

  • diritto all'uso delle tecnologie (art. 3);
  • diritto all'accesso e all'invio di documenti digitali (art. 4);
  • diritto di effettuare qualsiasi pagamento in forma digitale (art. 5);
  • diritto a ricevere qualsiasi comunicazione pubblica per e-mail (art. 6);
  • diritto alla qualità del servizio e alla misura della soddisfazione (art. 7);
  • diritto alla partecipazione (art. 8);
  • diritto a trovare on line tutti i moduli e i formulari validi e aggiornati (art. 58);
indicando nuovi strumenti per il godimento dei suddetti diritti e consolidandone la loro validità giuridica:
  • la posta elettronica certificata (art. 6 e art. 51);
  • la firma digitale (art. 21);
  • i documenti informatici (art. 17 e segg.; art. 37; art. 42 e segg; art 46 e segg);
  • i siti Internet delle Publica Aministrazione (art. 56-57);
mettendo le basi per la costruzione di un federalismo efficiente fondato su una Pubblica Amministrazione digitale, integrata e interconnessa in rete, che utilizza le tecnologie dell'informazione e comunicazione garantendo l'acceso alla consultazione, la circolazione, lo scambio di dati e informazioni, l'interoperabilità (art.     10, 12 e 64):
  • la riorganizzazione gestionale e dei servizi (art. 13);
  • la gestione informatic dei procedimenti (art. 37);
  • la trasmissione informatica dei documenti (art. 50 e segg.);
  • la disponibilità dei dati (art 53 e 60);
  • le basi di dti di interesse nazionale (art. 62);